Nel 2012 alcuni operatori del credito notarono posizioni così grandi da sembrare capaci di influenzare il mercato. Nacque così il soprannome London Whale, associato al trader Bruno Iksil del Chief Investment Office di JPMorgan.
Il portafoglio
Il CIO gestiva anche un ampio Synthetic Credit Portfolio composto da derivati sul credito. Le posizioni divennero progressivamente grandi e complesse.
Perché la dimensione era un problema
Una posizione enorme può diventare difficile da chiudere senza spostare il mercato contro chi la detiene. Quando la liquidità disponibile è ridotta rispetto alla size, il rischio cresce rapidamente.
Le perdite
Un'indagine del Senato statunitense quantificò in almeno 6,2 miliardi di dollari le perdite associate alle operazioni.
Non fu solo una previsione sbagliata
Il caso mise in luce problemi di misurazione del rischio, controlli interni, valutazione delle posizioni e supervisione. Ridurlo al singolo trader significa perdere la parte più importante della vicenda.
La lezione
Nel risk management non conta soltanto la direzione del trade. Contano anche size, liquidità, capacità di uscita e qualità dei controlli.
