Comprare un lingotto d’oro significa detenere direttamente il metallo fisico. Il prezzo pagato, però, non coincide necessariamente con la quotazione internazionale dell’oro: incidono premio, spread, pezzatura, certificazione e costi di custodia.
Come si forma il prezzo
La base è la quotazione dell’oro, normalmente espressa in dollari per oncia troy. Per chi acquista in euro contano anche il cambio e il margine applicato dal venditore.
Peso, purezza e certificazione
Prima dell’acquisto è utile verificare peso, titolo del metallo, produttore e documentazione. Pezzature più piccole offrono maggiore flessibilità in caso di vendita parziale, ma spesso hanno costi percentuali più elevati.
I costi meno visibili
- premio sul prezzo spot;
- spread tra acquisto e rivendita;
- custodia in cassaforte o caveau;
- assicurazione e trasporto;
- eventuali verifiche di autenticità.
Oro fisico e strumenti quotati non sono la stessa cosa
Un lingotto elimina alcuni rischi legati alla struttura di un prodotto finanziario, ma introduce problemi di custodia e liquidità. ETC, fondi o azioni minerarie hanno invece costi e rischi propri.
La rivendita
Prima di acquistare conviene conoscere anche le condizioni di riacquisto. Produttore, formato, documentazione e stato del lingotto possono incidere sulla facilità di vendita e sul prezzo riconosciuto.
Conclusione
L’oro fisico può avere un ruolo di diversificazione, ma non produce interessi e non elimina il rischio di perdita. Il rendimento finale dipende dal movimento del metallo al netto di tutti i costi.
Contenuto informativo, non consulenza finanziaria.
