Due strategie possono ottenere lo stesso rendimento medio con un andamento molto diverso. Per confrontarle non basta osservare il profitto: occorre esaminare anche le oscillazioni e, soprattutto, la natura del rischio assunto. Sharpe Ratio e Sortino Ratio sono indicatori utili ma rispondono a definizioni diverse di rischio.
Come funziona lo Sharpe Ratio
Lo Sharpe Ratio confronta l'eccesso di rendimento di un portafoglio rispetto a un tasso di riferimento privo di rischio con la deviazione standard complessiva dei rendimenti. In forma semplificata: Sharpe = (rendimento del portafoglio − tasso risk-free) / volatilità totale.
La caratteristica fondamentale è che la volatilità comprende oscillazioni sia positive sia negative. Se due strategie hanno lo stesso rendimento in eccesso, quella con minori oscillazioni complessive tende a mostrare uno Sharpe più elevato. Il risultato però dipende molto dalla frequenza dei dati, dall'orizzonte e dal tasso di riferimento utilizzato.
Che cosa misura il Sortino Ratio
Il Sortino modifica il denominatore, considerando la deviazione al ribasso rispetto a un rendimento minimo accettabile, anziché la volatilità in entrambe le direzioni. In forma generale: Sortino = (rendimento medio − soglia-obiettivo) / downside deviation. La soglia può essere zero, un rendimento minimo richiesto o un altro obiettivo coerentemente definito.
In altre parole, il Sortino vuole penalizzare prevalentemente i risultati inferiori alla soglia scelta. Due portafogli con variazioni positive molto diverse potrebbero avere Sharpe differenti pur presentando rischi al ribasso simili.
Perché i risultati possono raccontare storie diverse
Immagina una strategia che alterna mesi moderatamente positivi a pochi mesi eccezionalmente positivi, senza aumentare in ugual misura le perdite. La forte variabilità dei risultati positivi può ridurre lo Sharpe, mentre il Sortino può risultare relativamente più favorevole. Questo non rende automaticamente la strategia superiore: occorre verificare la stabilità statistica dei dati e il comportamento nelle fasi avverse.
Quale indicatore scegliere per ETF e trading
- Sharpe: utile quando si vuole confrontare il rendimento rispetto alla volatilità complessiva su periodi omogenei.
- Sortino: utile quando l'obiettivo è concentrarsi sul rischio di rendimenti inferiori a una soglia.
- Max drawdown: integra entrambi mostrando la perdita dal precedente massimo a un successivo minimo.
- Altre metriche: concentrazione, liquidità, costi e correlazioni restano fondamentali e non sono riassunti da un solo rapporto.
Quattro errori nei confronti
Il primo errore è confrontare valori calcolati su frequenze differenti, ad esempio mensili e giornaliere, senza una normalizzazione metodologicamente coerente. Il secondo è usare tassi risk-free diversi. Il terzo è dare troppo peso a statistiche ricavate da poche osservazioni. Il quarto è pensare che un rapporto elevato significhi protezione contro eventi estremi o perdite non rappresentate dal campione.
Le misure possono essere instabili in presenza di distribuzioni asimmetriche, rendimenti non indipendenti o periodi inusuali. Anche l'annualizzazione non è sempre banale e deve rispettare ipotesi e caratteristiche della serie.
Come inserirli in un report di strategia
- Specifica periodo di analisi e frequenza dei rendimenti.
- Calcola risultati netti dei costi realmente sostenuti.
- Indica soglia del Sortino e tasso privo di rischio usato per Sharpe.
- Riporta drawdown, rendimento totale, numerosità e principali periodi negativi.
- Confronta solo strategie con criteri di calcolo comparabili.
Domande frequenti
Uno Sharpe più alto è sempre meglio?
Non sempre. Può indicare maggiore rendimento per unità di volatilità nel campione, ma non considera tutti i rischi economici e operativi.
Sortino misura solo le perdite effettive?
Non esattamente. Considera i rendimenti al di sotto di una soglia predefinita, che può essere anche positiva.
Posso usare questi rapporti su pochi trade?
Si possono calcolare, ma l'incertezza statistica è elevata: interpretazioni forti basate su campioni piccoli sono poco affidabili.
Collega queste metriche alla nostra guida al drawdown nel trading per comprendere meglio la profondità delle fasi negative.
Contenuto educativo e metodologico, non indicazione operativa.
