Le stablecoin sono token progettati per mantenere un valore relativamente stabile rispetto a un’attività di riferimento, spesso una valuta come il dollaro o l’euro. Sono molto utilizzate per trasferimenti, trading e applicazioni DeFi, ma la parola “stable” non significa assenza di rischio.
Come viene mantenuto il peg
Nei modelli più diffusi un emittente gestisce riserve destinate a sostenere la convertibilità del token. Esistono anche stablecoin sovracollateralizzate tramite crypto e modelli algoritmici, che presentano meccanismi e profili di rischio differenti.
Rischi da verificare
- qualità e trasparenza delle riserve;
- rischio dell’emittente o del custode;
- liquidità nei momenti di stress;
- possibile perdita del peg;
- rischi di smart contract e blockchain;
- regole applicabili nel Paese dell’utente.
Stablecoin e denaro bancario
Una stablecoin non coincide automaticamente con un deposito bancario. Diritti di rimborso, protezioni e struttura giuridica dipendono dal token e dall’emittente. Per questo occorre leggere la documentazione ufficiale e comprendere chi detiene le riserve.
FAQ
Una stablecoin vale sempre esattamente 1?
No. Sul mercato può allontanarsi temporaneamente o, in casi estremi, in modo persistente dal valore obiettivo.
USDT e USDC sono identiche?
No. Hanno emittenti, riserve, infrastrutture e condizioni operative differenti.
Conclusione
Le stablecoin possono essere strumenti utili per la gestione della liquidità crypto, ma richiedono lo stesso tipo di verifica che si applicherebbe a qualunque altra controparte finanziaria o tecnologica.
